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Teatro Luigi Pirandello

Teatro Luigi Pirandello

Il Teatro Luigi Pirandello di Agrigento fu costruito nel 1870 grazie al lavoro dell’ingegnere Dionisio Sciascia e dell’architetto Giovan Battista Filippo Basile.

Nel 1863, la giunta municipale di Agrigento approvò la costruzione del teatro, con i lavori che presero il via nel 1870. Durante la costruzione, a causa di controversie tra i costruttori e gli amministratori riguardo l’acustica dell’arco armonico, fu coinvolto l’architetto Giovan Battista Filippo Basile, noto per aver progettato il Teatro Massimo di Palermo.
Il teatro fu inaugurato nel 1880 e, in occasione della visita della Regina Margherita il 12 gennaio 1881, le autorità municipali decisero di intitolarlo alla sovrana, rinominandolo “Teatro Regina Margherita“. Durante la Seconda guerra mondiale, l’edificio venne utilizzato come sala cinematografica.

Nel 1946, in occasione del decimo anniversario della morte di Luigi Pirandello, fu creato il Comitato per le Celebrazioni Pirandelliane. Nello stesso anno, il consiglio comunale di Agrigento deliberò di rinominare il teatro in onore del celebre drammaturgo, dandogli il nome attuale di “Teatro Luigi Pirandello”. Nel 1953, il teatro ospitò spettacoli di grande rilievo, tra cui “Attanasio cavallo vanesio” con Renato Rascel, “Rinaldo in campo” con Carlo Croccolo e “Le baruffe chiozzotte” di Carlo Goldoni, interpretato da Tino Scotti.

ARCHITETTURA DEL TEATRO PIRANDELLO
L’accesso al teatro avviene tramite l’atrio di Palazzo dei Giganti, sede del Comune di Agrigento, che si affaccia sulla Piazza Pirandello. La facciata, in perfetto stile neoclassico, è caratterizzata da tre coppie di colonne ioniche che incorniciano ampie vetrate.
Nella parte superiore sono presenti sei bassorilievi che raffigurano celebri autori teatrali. Il livello inferiore presenta un portico ad arco, al centro del quale si trova lo stemma della città, raffigurante tre giganti che sorreggono le torri medievali.
Nell’atrio sono presenti due lapidi marmoree: una dedicata al cinquantenario della morte di Luigi Pirandello, l’altra alla dedica del teatro al drammaturgo.
Una terza targa, in bronzo, raffigura Dante Alighieri con il celebre pino di Pirandello alle sue spalle, simbolo di continuità tra i due grandi autori.

All’interno, il teatro fu decorato da alcuni tra i pittori più rinomati dell’Ottocento, tra cui Giuseppe Belloni, Luigi Sacco e Antonio Tavella, che dipinsero il soffitto e i frontali dei palchi.

Una delle decorazioni più rilevanti era il sipario, dipinto dal messinese Luigi Queriau, raffigurante l’atleta agrigentino Esseneto che torna vittorioso da Elea. Purtroppo, quest’opera andò perduta durante il lungo periodo di chiusura del teatro. Nel 2007, il produttore Francesco Bellomo ha donato un nuovo sipario, realizzato con le stesse tecniche dell’epoca e ispirato all’affresco originale.

Nel foyer del teatro si trovano il busto di Zeus, un tempo collocato nella Villa Garibaldi, e quello di Luigi Pirandello, insieme a numerose targhe commemorative. Tra queste, si ricordano quelle che celebrano la costruzione del teatro, la sua intitolazione alla Regina Margherita, la dedica del foyer all’attore agrigentino Montalbano, e la riapertura del teatro alla presenza di Oscar Luigi Scalfaro.

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